il Venerdì mattina in Bottega

Da quando sono entrata nello squadrone di volontarie della Cooperativa Oltremare, il venerdì mattina è diventato uno dei miei momenti preferiti della settimana. 

Ho sempre fantasticato di avere un micro-negozio sotto i portici di del centro storico e oggi, grazie alla fiducia delle ragazze di Baobab[1], nel mio mazzo di chiavi è arrivata una nuova copia che apre le porte di una piccola e accogliente Bottega a due passi dal Castello. Yu-uh
E vabbè, il sogno era di tele-trasportare la Bottega di fianco al “forno di Giovanni”[2] per avere tutto il giorno la puzza del suo pane sotto al naso (e per elemosinare un calicino di vino dal Diablo a fine giornata). Tutto sommato, però, forse è un bene che ci siano un centinaio di metri e una montagna di sanpietrini a separarci altrimenti tra pane e vino Dio solo sa quante chiavi in più avrei smarrito! 

Comunque, se non siete mai passat* in Bottega, vi consiglio di farci un salto al più presto. Se poi decidete di farlo il venerdì mattina quando ci sono io, ne sarei feliciona (Ma venite solo se avete almeno venti minuti di tempo da perdere: il rischio di attaccamento pezze da parte mia è piuttosto elevato). 

Vi consiglio di farci un salto perché la Bottega Baobab di Vignola è un libro aperto sul commercio equo e solidale. Da un paio d’anni, con il supporto della mia guru-sorella-gemella-analista chiarabego, nel mio piccolo ho cercato di rivoluzionare il mio stile di vita per renderlo il più equo, sostenibile, e solidale possibile. E sapete cosa vi dico? Altroché faticoso, vivere eco-friendly è super divertente! Si scoprono progetti, persone, idee bellissime, confortanti e rinforzanti (superata la fase iniziale di eco-anxiety [3] in cui ci si sente soffocare dalla plastica e dalle industrie e per Natale si desidera solo l’estinzione dell’umanità).
Finché abitavo e studiavo a Milano la mia eco-missione appariva meno insormontabile: le grandi città, si sa, arrivano sempre un pochino prima e non è stato difficile stilare la mia lista di botteghe, negozi sfusi, artigiani e mercanti di fiducia. Tornata a Vignola… cacchiarola! Si prospettava un futuro pieno di spedizioni di shopping ecosostenibile tra Modena e Bologna. E per me, che se potessi appenderei le chiavi della macchina al chiodo e userei sempre e solo i miei cari e vecchi piedi, non era proprio quel che si suol dire un futuro tutto rose e fiori (nda l’opzione shopping online, a parte casi estremi, cerco di non prenderla nemmeno in considerazione). 

E invece, sbadabàm! Sono stata felicemente smentita da Baobab, che in poco tempo si è aggiudicato il titolo del mio negozio preferito nella storia dei miei negozi preferiti.

In questo sicuramente hanno giocato un ruolo fondamentale l’empatia, la passione, e la determinazione dell’Alessia e della Bebba, le due storiche paladine della Bottega (nb: le botteghe equo solidali della Cooperativa Oltremare sono proudly women-run!). 

Una breve infarinatura per chi non conosce la realtà di Baobab:  
La Cooperativa Oltremare è nata a Modena nel 1991, negli anni in cui il commercio equo stava finalmente prendendo piede in Italia. E’ stata, dunque, una delle prime cooperative a costituirsi e impegnarsi per la promozione e lo sviluppo delle pratiche del commercio equo e le economie sociali, mettendo al centro le persone e i loro diritti. Oggi, la Cooperativa conta tre botteghe: Baobab a Vignola, la Bottega d’Oltremare a Modena, e Si può fare nella vicina Valsamoggia. 
La Cooperativa, inoltre, è socia fondatrice di Banca Etica e Altromercato, e tutte le sue attività sono certificate da Equogarantito, l’associazione di categoria delle organizzazioni di commercio equo e solidale italiane. Coopera e collabora, infine, con una miriade di altre istituzioni, enti locali, Associazioni (magari presto anche con il Mercato delle Gemelle!) e Fondazioni che si occupano di solidarietà, diritti, accoglienza, e commercio equo nel nostro territorio. 
Avete capito che figata? Mica cavoli a merenda! 

Se decidi di fare un saltino in Bottega, prometto che non ne rimarrai delus*. Ogni volta che varcherai la porta, fallo con curiosità! Dedica un po’ di tempo a spulciare tra gli scaffali: oltre a squisite marmellate e candele profumate, ci troverai fantastici progetti. Magari portati avanti con passione e dedizione da attivisti e volontari a un passo dal nostro naso. Non mi credete? 

Ecco qui un esempio: avete mai sentito parlare della Lanterna di Diogene? Qualcuno di voi forse sì, ma sono sicura che non tutti ne abbiate già sentito parlare. La Lanterna di Diogene non è solo una cooperativa sociale; è un casale dove si allevano animali, si coltivano ortaggi e alberi da frutto, si curano le viti e si fa l’aceto buono, nel rispetto dei ritmi della vita e della Natura. Qui, il lavoro si fa insieme e c’è spazio per tutti, ma proprio tutti tutti tutti. Bambini e ragazzi con diversità speciali, infatti, qui hanno sempre trovato un punto di riferimento e un’occasione di lavoro. E sapete dove è questo posto meraviglioso? A Solara di Bonborto, sotto l’argine del Panaro!
Io l’ho scoperta perché per Natale qui in Bottega sono arrivate le conserve preparate dai ragazzi della Lanterna di Diogene con i frutti dell’orto, e mi dispiace per voi… ma ce le siamo già sbaffate tutte! 

La Lanterna di Diogene. In Bottega ne troverete tanti altri. 
Ci vediamo venerdì! [4]


[1] Si vede che non mi conoscono ancora bene. E’ aperto il toto scommesse su quante chiavi verranno smarrite dalla volontaria Federica da qui a Dicembre, quando verrò allontanata ufficialmente dall’Assemblea dei Soci per inaffidabilità. 

[2] Il “forno di Giovanni” è in realtà “il Forno del Portico” e il panettiere non si chiama manco Giovanni. Io e la mia famiglia, vai a. capire perché lo chiamiamo e lo continueremo a chiamare così. Comunque Giovanni è un bel nome, dai!

[3] L’eco-anxiety esiste veramente ed è uno stato mentale scientificamente riconosciuto e diagnosticato. Sfido ogni attivista-ambientalista a non esserci caduto all’inizio della propria battaglia per un mondo più pulito. 

[4] Nel frattempo, visto che siamo chiusi a casa con tanto tempo a disposizione, se non lo avete ancora fatto vi consiglio di andare a leggere il sito della Cooperativa Oltremare e i dieci principi alla base del commercio equo solidale. Sono QUI

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