Cambio armadio, cambio vita

Consigli di una serial shopper pentita

La Primavera è alle porte: tempo di spogliarelli e cambio armadi! (A dire la verità, credo di non fare un cambio armadi dai tempi delle elementari. Ma mica perché sono pigra. È che d’estate mi affogo di cocomero e, puntualmente, dopo ogni scorpacciata, mi si iberna il corpo per circa quarantacinque minuti. Perciò ho bisogno di maglioni di lana a portata di scorpacciata anche il 15 di Agosto).

Comunque, per tutt* voi che non soffrite di congelamento post affogamento da cocomero, è arrivato il momento di salutare i cugini maglioni per ricongiungerci con le amiche ciabatte. Oddio che bello ritornare a uscire in ciabatte! 

Cambiare armadio e cambiare stagione – rottura di piegare-sistemare-e inscatolare tutto l’inverno a parte – dopotutto è una bella sensazione. C’è un’aria frizzantina tutto intorno come a volerci dire di metterci in guardia, perché sta per succedere qualcosa di nuovo. E la primavera, si sa, porta scompiglio. Non solo nel ripostiglio degli abitini dell’anno scorso! Ci scompiglia dentro: stagione inquieta, la Primavera ci illude, ci fa credere di essere cambiati. E allora vuoi non cambiare pure tutto l’armadio? 

Sfido chiunque si sia trovato faccia a faccia con un cambio armadio almeno una volta nella vita a non essersi fatto prendere dallo sconforto pensando ma veramente l’anno scorso mi vestivo così? E poi via, subito a controllare quanti quattrini ci rimanevano sotto il materasso per calcolare quanto si poteva rimediare all’inguardabile danno. Ed è proprio qui che casca l’asino! Pres* dalla foga di rivoluzionare il nostro aspetto, ci catapultiamo da un negozio all’altro acciuffando qualsiasi camicetta instagrammabile ci passi sotto il naso. Maledettissimo fast-fashion

Cambiare armadio e acquistare qualche nuovo capo è assolutamente lecito. Piacersi quando ci si incrocia allo specchio fondamentale. Ma dietro queste semplici azioni si nasconde una grande responsabilità. E non dite che non lo sapevate, perché non vi credo più. Se state leggendo questo testo, significa che avete accesso a internet e dunque a tutte le informazioni che, seppur confuse, si trovano in esso. Vi bastano pochi click per rendervi conto dell’enorme impatto etico e ambientale connesso al cosiddetto fast fashion. Dovrei, ma non vi annoierò propinandovi la solita sfilza di dati allarmanti. Voi però promettetemi che andrete a dare un occhio a quel che dicono i regaz di Fashion Revolution

Le alternative ai soliti Zara, H&M e compagnia bella ci sono, e non mi riferisco alle borse vegane di Stella Mccartney, che mica siamo tutte Serena Van Der Wurstel. Ci sono un mucchio di modi per cambiare il proprio armadio in modo divertente, accessibile, e rispettoso dell’ambiente. La prima cosa che mi verrebbe da dirvi, sarebbe: tutti ai mercatini! Ma facciamo i bravi e togliamoci dalla testa gli assembramenti. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di iscriverci a un corso di ricamo per personalizzare i nostri abiti e ritagliarne di nuovi dalle vecchie pezze delle nonne. Ma per questo dovrete portare pazienza finchè la nostra missione Sartoria Sociale non sarà portata a termine (a questo proposito, se vi va di accendere un cerino in chiesa pensando a me e al mio sogno nel cassetto, ve ne sarò eternamente grata). Rimane allora la terza e ultima opzione: i negozi del riuso e le piccole artigiane! (Esistono anche i piccoli artigiani ma pochi giorni fa è stato #lottomarzo e mi trascino ancora qualche residuo di femminismo acuto addosso). 

Anche questa terza e ultima strategia, comunque, non è facile come sembra. Bisogna essere esperti spulciatori per riconoscere i veri vintage seller in mezzo alla massa di influencer allo sbaraglio con cui ci tocca fare i conti ogni volta che prendiamo in mano il telefonino. Ma state tranquill*, ci pensa la zia febegu a darvi una mano!

Ecco i miei consigli per cambiare armadio – e non solo ­­– in a super eco friendly way (n.b. visto che da un anno a questa parte gli orizzonti spazio-temporali sembrano essersi un po’ ristretti, ho scelto una selezione di artigiane e negozietti di seconda mano tutti localizzati in Emilia-Romagna; ma bastano un pizzico di curiosità e di buona volontà per scoprire altri e nuovi progetti in ogni angolo dello Stivale). 

Un micro negozio di abbigliamento vintage e di seconda mano che non vi lascerà mai a bocca asciutta (il vostro portafoglio, invece, quello sì). L’unica cosa che mi sento di dirvi è di non guardare le sue storie se vi sentite emotivamente fragili, ne uscirete impoverit*. Comunque, le scarpe e le mutande vintage più fiche del mondo le trovate solo qui! Quelle appese nella foto, per esempio, sono sue. Vita alta in puro cotone. Mica pizza e fichi

Una new entry nel panorama delle giovani artigiane italiane, la Dafne – e qui ruberò una sua frase – confeziona emozioni per tenere viva un’arte antica. E non ditemi che Zara confeziona emozioni perché non vi credo. Vi consiglio di visitare il suo profilo e di non esitare troppo a scegliere il vostro top all’uncinetto. La Dafne di mani ne ha due, e per mantenere viva un’arte antica servono passione, amore, lentezza. Poi non dite che non vi avevo avvisate quando questa estate sarà troppo tardi per ordinare il vostro top. Io ho scelto il filato multicolore e non vedo l’ora di abbinarlo ai miei jeans preferiti! 

Se vi aspetta un’occasione importante, siete alla ricerca di un regalo speciale, o semplicemente volete concedervi una coccola unica e artigianale, con un gioiello Severiana non vi potete sbagliare. Ludovica è da poco diventata orafa, ma è da sempre che è appassionata di vintage e gioielli. E proprio queste due passioni ritroviamo nei suoi pezzi, adatti a tutte le donne e di tutte le età. Visitare la sua pagina per credere! Io sto custodendo una sua collana per il momento in cui si potrà tornare fuori a cena. 

Che ganze queste due sorelle! Non smetterò mai di ripeterlo. Il loro mondo è quello del design anni ’80; questo inverno hanno deciso di abbinare arte e passione, frullare tutto, e dare vita a un negozio di interior design anni ’80 dalle tonalità fluo e pastello che vi faranno venire voglia di ballare le Spice Girls masticando una Big Bubble. 

Che ce ne facciamo di quattro consigli in croce se qui c’è un intero armadio da cambiare, mi direte. Punto primo, tanto non ti vede nessuno a parte il vicino di casa, quindi puoi rimetterti tranquillamente quella canottiera orripilante che ti sei comprato l’anno scorso quando in preda a una grave influen(cer)za. Punto secondo, avete ragione, quattro consigli non sono tanti, ma loro sono le mie quattro preferite in assoluto e ci tenevo che le memorizzaste per benino, senza che si perdessero in mezzo a una lista infinita di altri nomi e/o contatti.

Bene. Ora che vi ho svelato i miei quattro negozi preferiti, possiamo dichiarare ufficialmente incominciata la guerra all’ultimo paio di scarpe della MaisonG. Se qualcuno di voi ha il 39 lo ammazzo. 

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